Gli amici di sempre,
gli abbracci più lunghi
la musica, i libri, aprire i regali,
i viaggi lontani che fanno sognare,
i film che ti restano impressi nel cuore,
gli sguardi e quell’attimo prima di un bacio,
le stelle cadenti, il profumo del vento,
la vita rimane la cosa più bella che ho…
Una stretta di mano,
tuo figlio che ride,
la pioggia d’agosto
e il rumore del mare,
un bicchiere di vino insieme a tuo padre,
aiutare qualcuno a sentirsi migliore
e poi fare l’amore sotto la luna
guardarsi e rifarlo più forte di prima,
la vita rimane la cosa più bella che ho…
E da qui
non c’è niente di più naturale che
fermarsi un momento a pensare
che le piccole cose son quelle più vere
e restano dentro di te
e ti fanno sentire il calore
ed è quella la sola ragione
per guardare in avanti e capire
che in fondo ti dicono quel che sei.
È bello sognare di vivere meglio,
è giusto tentare di farlo sul serio
per non consumare nemmeno un secondo
e sentire che anche io sono parte del mondo
e con questa canzone dico quello che da sempre so
che la vita rimane la cosa più bella che ho…
E da qui
non c’è niente di più naturale che fermarsi
un momento a pensare che le piccole cose
son quelle più vere le vivi le senti e tu
ogni giorno ti renderai conto che sei vivo
a dispetto del tempo
quelle cose che hai dentro le avrai al tuo fianco
e non le abbandoni più
e non le abbandoni più
dicono chi sei tu…
- Nek -
BUON 2012 A TUTTI NOI!!!
Mamme coi tacchi
Sveglia. Ok, chi sei come ti chiami che anno è. Non si sa bene come trovi la forza di alzarti dal letto e sai che oggi dovrai correre più di una gazzella. Ma guardi l’orologio: se farai come hai imparato ce la farai, il tempo è dalla tua parte. Alzati. Colazione. Ti lavi, ti vesti e ti trucchi al buio con silenziosi contorsionismi da ninja per non svegliare la piccola Blackblock che dorme beata nel suo lettino nell’altra stanza.
Prepara la roba per la colazione di Attila e ricordati di rifornire la sua borsa con tutto l’occorrente per il pranzo, la merenda e la cena… perché oggi non si torna a casa.
Poi esci: dentro di te vorresti buttarti addosso la prima cosa che trovi a tentoni nell’armadio: possibilmente un tutone XL e due babbucce ma sai cosa ti attende e devi abbigliarti per le occasioni che ti attendono. Quindi mise strategicamente abbinatissina e tacco. Molto tacco. E guai dimenticare la trousse del trucco, se non vuoi sembrare un vampiro panda già alle due del pomeriggio. Poi carica la pulzella in macchina e portala da chi se ne occuperà per le prossime 8 ore, sperando di ritrovarla uguale quando andrai a riprenderla. Via! Lavoro. Lavoro, lavoro, lavoro. Casa! Prendi Sine Requie e vestila. Graziosa possibilmente (irresistibile per quanto una pupa unenne possa permettersi di essere) e parti per il pellegrinaggio che nemmeno il Cammino di Santiago. Ricordati che fa freddo e quindi vestila a cipolla e poi non scordare la sciarpina che tante volte vi ha salvato la vita dalla filüra ca fa sepultüra…
Saluti, baci, chiacchiere, com’è come non è come dovrebbe essere e non esiste più la mezza stagione.
Via di nuovo! Altro girone altro regalo! Friendzzz!!! Come i vecchi tempi… Beh, non proprio ora che c’è Tremotina: pappa, giochino, prendi in braccio, fa una piroetta, fa la giravolta, falla un’altra volta (che col tacco che hai messo stamattina viene una favola)… Cacca-time!
Lucida, smeriglia, lustra la pupa senza impataccare anche te e poi via! Auguri, auguri, regali, regali, kiss kiss.
Carica di pacchetti e necessaire della pargola che nemmeno Lady Gaga in tour ti avvii verso casa sfatta e distrutta coi piedi che ormai son due zampogne fumanti. Lei intanto si è cotta a puntino in macchina, thank God!
Vedi in lontananza il lettino e lo brami come un beduino a corto di acqua nel deserto e con movimenti da intagliatore laser di diamanti schiaffi la figlioletta nel turbine di coperte-calduccio-morbidezza che hai già sapientemente preparato prima di uscire di casa stamattina.
Mollati gli ormeggi, abbandoni le scarpecoltacco che ormai sono diventate una tortura nazista, cercando di non dare troppo peso all’alluce cosi pulsante e rosso che il naso di Rudolph-la-renna-di-Babbo-Natale gli fa una pippa… E sai che domani dovrai essere ancora più veloce perché oggi è solo la Vigilia…
Però vuoi mettere che figura col tacco!
So cute!
Happy Halloween!!!
Non avevo dubbi che sarei sceso, non c’era problema. Non è quello che vidi che mi fermò Max.. è quello che non vidi… puoi capirlo?.. quello che non vidi.
In tutta quella sterminata città c’era tutto tranne la fine.. c’era tutto.. ma non c’era una fine!.. quello che non vidi è dove finiva tutto quello.. la fine del mondo.
Tu pensa un pianoforte.. i tasti iniziano, i tasti finiscono.. tu lo sai che sono ottantotto e nessuno su questo può fregarti.. non sono infiniti loro, tu sei infinito, e dentro quegli 88 tasti la musica che puoi fare è infinita.. questo a me piace, in questo io posso vivere; ma se io salgo su quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni, milioni e miliardi di tasti che non finiscono mai, e questa è la verità.. che non finiscono mai.. quella tastiera è infinita. Ma se quella tastiera è infinita allora non c’è musica che puoi suonare.. e sei seduto sul seggiolino sbagliato! Quello è il pianoforte su cui suona Dio.
Cristo, ma le vedevi le strade! Anche soltanto le strade ce n’erano a migliaia.. ma dimmelo come fate voi altri la giù a sceglierne una, a scegliere una donna, una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire.
Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce ne quanto ce n’è.. ma non avete paura di finire in mille pezzi solo a pensarla quella enormità.. solo a pensarla, a viverla.
Io ci sono nato su questa nave, e vedi anche qui il mondo passava, ma a non più di duemila persone per volta… e di desideri ce n’erano, ma non più di quelli che ci potevano stare su una nave tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità su una tastiera che non era infinita… io ho imparato a vivere in questo modo! La terra.. è una nave troppo grande per me, è una donna troppo bella, è un viaggio troppo lungo, è un profumo troppo forte, è una musica che non so suonare. Non scenderò dalla nave… al massimo posso scendere dalla mia vita…
- La leggenda del pianista sull’oceano
- "Lo sai perché mi piace cucinare?"
- "No, perché"?
- "Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d'uovo, zucchero e latte l'impasto si addensa: è un tale conforto!"
- - Julie & Julia
C’è profumo di autunno nell’aria. Di zucche, caldarroste e foglie macerate. Di fumo e camini risvegliati dopo il torpore estivo. E minestre, pane caldo e intingoli riscaldanti. Di nebbia pungente e corse in casa davanti al caminetto. Lingue calde di fuoco ipnotico che lambiscono stanche membra, lasse per la dura giornata. Di famiglia e gote rosse. Di una testolina candida che affonda nel sonno del giusto cullata da calde coperte. Fino a domattina…
MiChiamoElena: Da grande. Ma non troppo. 
Davvero è una malattia?… Oddio… allora mi sa che devo cominciare a farmi curare pure io… no!
Ricominciare a scrivere. Questa è una di quelle promesse che mi sono sempre fatta. Sì, vorrei, ma su cosa?
Esattamente, di cosa vorrei “parlare”?Che grande punto interrogativo!
Del resto, gli spunti non mancano: la mia vita è un condensato di eventi talvolta degni di nota, quasi…
via michiamoelena
MiChiamoElena: La Passione alberga in tutti noi, sopita, in agguato…E sebbene... 
La Passione alberga in tutti noi, sopita, in agguato…
E sebbene indesiderata e inaspettata si ecciterà, spalancherà le mascelle e griderà…
Detta legge a tutti noi, ci guida.
La Passione ci governa e noi obbediamo…
Che altro ci resta?
La Passione è la fonte dei momenti migliori…
La gioia…
via michiamoelena







